La possibile nuova evoluzione del motore a idrogeno
Una nuova generazione di motori termici a idrogeno potrebbe cambiare radicalmente il concetto stesso di combustione interna.
Gli Argon Power Cycle (APC) utilizzano idrogeno, ossigeno puro e argon in un sistema a ciclo quasi chiuso progettato per recuperare parte del fluido di lavoro e aumentare l’efficienza termica del motore.
A differenza dei motori tradizionali a scarico aperto, il ciclo APC punta a:
- recuperare e riutilizzare l’argon,
- condensare il vapore acqueo prodotto dalla combustione,
- ridurre drasticamente le emissioni locali,
- migliorare il rendimento teorico del ciclo termico.
Negli ultimi anni università e centri di ricerca in Germania, Giappone e Cina hanno pubblicato studi sperimentali su motori APC capaci di raggiungere efficienze molto elevate in laboratorio.
Sebbene questa tecnologia sia ancora in fase sperimentale, molti ricercatori considerano gli Argon Power Cycle una delle più avanzate evoluzioni teoriche del motore termico convenzionale.
Una nuova idea di motore termico
Per oltre cent’anni il motore a combustione interna ha dominato il mondo dei trasporti e dell’industria. Oggi, mentre la transizione energetica accelera verso soluzioni a basse emissioni, università e centri di ricerca stanno esplorando nuove strade per aumentare drasticamente l’efficienza dei motori termici.
A differenza dei tradizionali motori a benzina o diesel, gli APC non utilizzano aria atmosferica nel modo classico.
Il sistema impiega:
- idrogeno come combustibile,
- ossigeno puro per la combustione,
- argon come gas di lavoro da recuperare e riutilizzare.
La differenza più importante è che il ciclo non lavora “a scarico aperto” come i motori tradizionali. Una parte significativa dei gas viene infatti recuperata, raffreddata e reinserita nel sistema.
Per questo motivo si parla di:
- Closed-Cycle Hydrogen Engine
- oppure Argon Power Cycle.
Il progetto tedesco che ha attirato l’attenzione internazionale
Nel 2026 un gruppo di ricerca della Otto von Guericke University Magdeburg, in Germania, ha presentato un prototipo sperimentale capace di superare il 60% di efficienza termica indicata in laboratorio.
Secondo il progetto:
- il motore utilizza idrogeno e ossigeno puro,
- l’acqua prodotta dalla combustione viene condensata,
- l’argon viene recuperato e riutilizzato,
- il sistema opera quasi senza scarico esterno.
Il progetto è stato sviluppato con il supporto di WTZ Roßlau gGmbH e del Ministero federale tedesco per l’economia e l’energia.
Fonte:
https://www.motorcycles.news/en/hydrogen-closed-cycle-engine-magdeburg-efficiency/
Perché l’argon è così importante
Uno degli aspetti più originali di questa tecnologia è l’utilizzo dell’argon.
L’argon è un gas nobile naturalmente presente nell’atmosfera terrestre e possiede caratteristiche termiche molto favorevoli per questo tipo di applicazioni.
Secondo i ricercatori, l’argon permetterebbe di:
- migliorare l’efficienza teorica del motore,
- ridurre alcune perdite energetiche,
- facilitare il funzionamento del ciclo semi-chiuso.
L’argon possiede inoltre un elevato rapporto dei calori specifici, caratteristica che può aumentare il rendimento teorico del ciclo termico rispetto ai motori convenzionali.
La relazione teorica del rendimento del ciclo Otto è:

dove:
- ( r ) rappresenta il rapporto di compressione,
- ( ϒ\gamma ) rappresenta il rapporto dei calori specifici del gas di lavoro.
Utilizzando ossigeno puro invece dell’aria atmosferica, il sistema riduce inoltre drasticamente la formazione di NOx, uno dei principali inquinanti prodotti dai motori tradizionali.
Come funziona un motore APC
Il principio di funzionamento è relativamente semplice.
1. Iniezione
Nel motore vengono introdotti:
- idrogeno,
- ossigeno,
- argon ricircolato.
2. Combustione
La reazione produce energia termica e vapore acqueo ad alta temperatura.
3. Condensazione
Il vapore viene raffreddato e condensato.
4. Recupero dell’argon
L’argon residuo viene recuperato, compresso e riutilizzato nel ciclo successivo.
In pratica, il motore cerca di recuperare e riutilizzare parte del fluido di lavoro invece di espellerlo completamente all’esterno.
Una ricerca che coinvolge più paesi
La Germania non è l’unico paese che sta lavorando su questa tecnologia.
Anche università giapponesi e cinesi stanno sviluppando sistemi APC avanzati.
Tokai University (Giappone)
Il gruppo giapponese della Tokai University studia da anni:
- motori a idrogeno closed-cycle,
- combustione con argon,
- problemi di detonazione,
- aumento dell’efficienza termica.
Tongji University (Cina)
La Tongji University sta invece lavorando su:
- strategie anti-knock,
- iniezione d’acqua,
- ottimizzazione del ciclo,
- efficienze teoriche superiori al 70%.
Questi valori restano sperimentali e ottenuti in laboratorio, ma mostrano il crescente interesse internazionale verso questa tecnologia.
Efficienza elevata, ma anche grande complessità
I motori APC promettono efficienze normalmente associate a:
- fuel cell,
- grandi turbine industriali,
- impianti energetici avanzati.
Tuttavia esistono ancora molti problemi tecnici da risolvere.
Tra i principali:
- complessità del sistema,
- gestione dell’idrogeno,
- controllo delle alte temperature,
- costi elevati,
- difficoltà di industrializzazione.
I limiti energetici dell’intero sistema
Quando si parla di efficienza dei motori APC è importante distinguere tra rendimento del motore e rendimento complessivo della filiera energetica.
| Processo | Efficienza tipica |
|---|---|
| Elettrolisi | 65–80% |
| Compressione H₂ | 85–95% |
| APC Engine | 55–70% teorici |
L’efficienza finale dipende quindi anche da:
- produzione dell’idrogeno,
- compressione e stoccaggio,
- produzione di ossigeno puro,
- recupero termico,
- gestione energetica del sistema.
Per questo motivo molti esperti ritengono che gli APC possano essere più adatti a:
- generatori stazionari,
- impianti industriali,
- settore navale,
- sistemi energetici specializzati.
Molto più difficile appare invece l’utilizzo su:
- city car,
- motociclette,
- automotive di massa.
Perché questa tecnologia interessa oggi
L’interesse crescente verso i motori APC è legato alla ricerca di nuove soluzioni per la transizione energetica.
Negli ultimi anni sono aumentati gli investimenti in:
- idrogeno verde,
- accumulo energetico,
- sistemi ad alta efficienza,
- tecnologie a basse emissioni.
In questo contesto gli Argon Power Cycle rappresentano un tentativo di ripensare il motore termico utilizzando principi termodinamici più avanzati rispetto ai sistemi tradizionali.
Una possibile nuova frontiera del motore termico
Oggi gli APC restano una tecnologia sperimentale, ancora lontana dalla produzione su larga scala.
Tuttavia il crescente numero di pubblicazioni scientifiche e i risultati ottenuti dai gruppi di ricerca internazionali mostrano che questo settore sta attirando sempre più attenzione.
La vera innovazione non è semplicemente “bruciare idrogeno”, ma trasformare il motore termico in un sistema capace di recuperare e riutilizzare parte dell’energia normalmente dispersa.
Se le fuel cell rappresentano l’evoluzione elettrochimica dell’energia, gli Argon Power Cycle potrebbero rappresentare una delle più avanzate evoluzioni teoriche del motore termico convenzionale.
Riferimenti e pubblicazioni
Otto von Guericke University Magdeburg
https://www.motorcycles.news/en/hydrogen-closed-cycle-engine-magdeburg-efficiency/
Tokai University
https://cir.nii.ac.jp/crid/1390573242713910656
Tongji University
https://www.mdpi.com/2227-9717/11/6/1850
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0360319925057684







